La distribuzione del 5G in Italia non è uniforme, e i numeri lo confermano. Il Nord (Milano, Torino, Bologna) vanta la densità più alta di microcelle, fondamentali per l'industria 4.0 e la logistica. Qui l'infrastruttura tende verso il 5G SA (Standalone) per garantire latenze deterministiche ai sensori industriali.
Il Centro (Roma, Firenze) mostra una crescita esponenziale legata al turismo e al smart working, con un'attenzione particolare alla copertura interna degli edifici. Il Sud presenta invece il maggior divario digitale, ma anche le opportunità maggiori: Puglia e Sicilia sono le regioni pilota per i servizi Fixed Wireless Access (FWA) in aree bianche, sfruttando la banda 700 MHz per penetrare le pareti spesse dei centri storici.
"Al Sud, la sfida non è tecnologica, ma logistica. Posizionare le nuove torri richiede tempi di autorizzazione che raddoppiano quelli del Nord."
Nota Tecnica: Il 5G NSA (Non-Standalone) domina ancora il 70% delle connessioni italiane, utilizzando il core 4G per la gestione dei dati. Il passaggio al SA richiederà un aggiornamento completo dell'hardware di rete e dei terminali.